ascoltando @BalanescuQuartet

…Quando sembra che una melodia sia pienamente realizzata, parte un violino nuovo a riprenderla in modo più compiuto o ne emerge una diversa da un nuovo strumento –  un contrabbasso – a spingerla più su.

Tutto ora sembra perfetto ma c’è qualcosa, un moto paziente, materno, che dice aspetta, riproviamo, potrebbe essere meglio, e subito mostra che lo è veramente.

Ora lascia che tutto vada per la propria strada, che rotoli via, non lo tiene più, che se la vedano da soli, va bene così.

Va tutto per aria, un poco alla volta verso la distruzione, senza via d’uscita, c’è una linea precisa che conduce alla fine.

Invece no. 

Si sentono cose su altre cose, di nuovo in confusione, ora davvero sarà un marasma, una follia. Poi tutto si risolve.

Ancora una volta si rilancia, le stesse cose in luoghi diversi, più avversi e neri, la posta in gioco è più alta, ma te la faranno vedere, ecco come trattengono insieme tutte queste cose.

È la riparazione, o meglio, è la giustificazione di qualcosa, è un’accettazione, forse è la giustificazione di una giustificazione, l’accettazione di un’accettazione, per stare ancora più tranquilli. Non basta un perdono. E’ il perdono di un perdono di un perdono, all’infinito.

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